gli occhi della sposa

 
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Lo guardò con una tenerezza che non aveva mai provato mentre sonnecchiava, raggomitolato in un angolo della grotta gelida. Vinto dalla fatica, si era steso lontano dal lieve tepore che le bestie trasmettevano all’aria umida. Non voleva sottrarre neanche un poco di quel calore al piccolo appena nato. 

Lo scrutava amorevolmente nella penombra trattenendo nel suo grembo, come scrigno prezioso, quel fagotto tiepido che ogni tanto sussultava per poi tornare in pace. 
Li avrebbe voluti stringere in un solo abbraccio: il suo sposo insieme a quel figlio arrivato come un dono, accettato e portato in grembo, fidandosi di una parola data. Aveva obbedito al suo cuore, perché al suo cuore era stato fatto quell’annuncio pieno di mistero. Aveva detto sì, senza pensare troppo alle conseguenze. 
Ma lui, quel giovane uomo che la custodiva amorosamente e che l’aveva accolta come sua sposa, avrebbe potuto ribellarsi. Ne avrebbe avuto il diritto. Invece era rimasto, senza esitazione, senza recriminare, senza nemmeno una traccia di timore. Era semplicemente rimasto. Avrebbe potuto opporsi a quel destino che gli chiedeva di rispettarla, di amarla in un modo misterioso, fino in fondo senza trattenerla per se’. Quel giovane uomo avrebbe potuto deriderla, respingerla, maledirla perfino. Invece le era rimasto accanto fino a quando il bimbo era nato, lontano da casa, in quel freddo riparo. E questo la riempiva di stupore e gratitudine, al punto da farle già dimenticare le pene del parto.

Lei, almeno, era la madre del bambino e lo era fino in fondo: quella creatura si era formata dentro le sue viscere piano piano, come un niente che si nutriva di lei, una cosa sola con lei. 
Ma lui no, lui doveva solo accettare o respingere una scelta non sua, un figlio non suo. Quel pover’uomo era chiamato a comprendere ciò che era impenetrabile persino per lei. Invece lui aveva capito. Non solo, l’aveva amata, aveva amato lei e il bambino, quel figlio non suo. Un figlio che non avrebbe mai avuto i suoi lineamenti, non gli sarebbe somigliato. Avrebbero detto che era tutto sua madre, eppure gli bastava. Fu lui stesso a dirglielo per primo, non appena lo vide dopo la nascita. Le disse quanto le somigliava e che l’avrebbe amato anche per questo. Amava lei in lui, amava lui in lei.

Guardava il suo sposo sonnecchiare in pace e le tornava alla memoria il momento in cui gli aveva dato la notizia. Non fu mica facile, non fu affatto semplice. Nemmeno quando l’angelo parlò anche a lui. No, non fu facile. Gli angeli non scendono sulla terra per parlare agli uomini se non di cose grandi, immense, eppure poteva scegliere di rinnegarla. In quel momento lei si chiedeva che cosa lo avesse spinto a decidere. Cosa mai gli era successo per riuscire ad accogliere un tale destino? Glielo spiegò lui stesso quel giorno quando, invece di gettarla per strada gridando allo scandalo, l’abbracciò in silenzio per poi dirle: “Maria, ti voglio bene.” Lei timorosa gli aveva risposto: “Se mi manderai via, lo capirò”, consapevole che avrebbe potuto decidere di farlo. Lui era rimasto in silenzio per un istante e poi le aveva sussurrato: “Il mio cuore non mente, l’amore che ho per te è reale come il profumo di resina sulle mie mani, consistente come la pietra per affilare la mia pialla, vero come legno da cesellare. Il mio cuore non mente. Se tu sei chiamata, voglio essere chiamato insieme a te. Se mi sentirai piangere la notte, non sarà per il rimpianto, ma per la gioia di averti accanto.” 
Quella volta fu lei a piangere, e pianse come si piange di fronte ad un amore immeritato che ti coglie indifeso.

Lo guardava dormire e pensava ancora a quante donne migliori di lei avrebbe potuto avere, così bello com’era. E non le sembrava poi vero che il bimbo non gli somigliasse, secondo lei condivideva la stessa bellezza. Il Signore, pensò, fa le cose per bene.

Il vagito del bambino ferì il silenzio e Giuseppe si scosse dal sonno, aprendo gli occhi. Il suo sguardo incrociò quello di lei e le sorrise, mentre il bimbo s’acquietava.

Continuarono a guardarsi finché udirono, quasi senza sorpresa, pecore belare in lontananza e passi di uomini avvicinarsi. 
Solo allora gli occhi della sposa si posarono sul bambino, e si sentì liberata.